Un venerdì io e un mio amico, di qualche anno più grande di me, decidemmo di andare a fare un giro con la macchina a Palermo. Dopo i primi cinque minuti dalla partenza andava tutto bene: ascoltavamo la musica, ridevamo e incoscientemente bevevamo, ma in seguito non fu tutto così tranquillo. Appena ci misimo in autostrada entrambi sapevamo che stavamo andando più veloce del normale e infatti successe una cosa molto brutta: il mio amico si sentì male, ebbe forti dolori al petto. La macchina cominciò a sbandare e non riuscì più a controllarla. Io facevo quel che potevo, controllavo il volante e provavo a calmarlo per non farci prendere da un attacco di panico, ma le cose stavano cominciando a peggiorare. Lui si agitava dal dolore e la macchina stava per perdere il controllo. Ci guardammo negli occhi e in entrambi vi era riflessa la paura, paura di non uscire vivi da questa situazione e soprattutto paura di lasciare i nostri cari. Furono i secondi più brutti della nostra vita, pieni di terrore e angoscia ed entrambi eravamo consapevoli che ci sarebbe potuto costare la vita. D’improvviso successe un miracolo… il mio amico riprese il controllo del suo corpo e riuscì a mettere la macchina in sesto. Subito dopo accostammo per tranquillizzarci ma era impossibile perché nei nostri occhi c’era il terrore e la paura di tutto ciò che avevamo rischiato. Quel giorno fu il più brutto in assoluto ma ci ha aperto gli occhi e ci ha fatto riflettere molto su quello che stavamo perdendo e di quanto fossimo stati incoscienti a non rispettare le leggi, mettendo a rischio la nostra sicurezza.

 

A.