Era un normalissimo pomeriggio d’estate, c’era molto caldo ed io decisi di uscire con i miei amici. Avevo circa 11 anni, e come al solito, andammo a giocare nella campagna abbandonata vicino casa di un mio amico, lì giocammo a calcio e con tantissimi altri giochi con cui ci divertivamo molto, tanto che spesso ci passavamo l’intero pomeriggio.
In questa immensa campagna, c’era inoltre una casa abbandonata da tantissimo tempo, che per noi era molto inquietante, proprio per questo nessuno ebbe mai il coraggio di entrare.
Ma quel giorno, forse per noia, forse per un pizzico di coraggio in più, decidemmo di entrare senza pensarci su.
La porta era tutta rotta, come il resto della casa, gli dammo un calcio e si aprì. Appena entrati non si vedeva più nulla, l’unico spiraglio di luce entrava dalla finestra del piano di sopra, fu anche questo uno dei fattori per cui tutto ci sembrò diventare più tetro e inquietante, e al minimo rumore che sentivamo saltavamo in aria, come il cigolio della porta che, intelligentemente, lasciammo aperta non solo per la luce ma perché serviva come via d’uscita.
Salimmo inoltre al piano di sopra e lì non c’era niente, nemmeno erano pitturate le mura, era tutto un ammasso di macerie.
Decidemmo di scendere e andarcene a casa visto che era tardi, e mentre scendevamo le scale, che erano così fragili da non riuscire a reggere il nostro peso, si distrussero sotto i nostri piedi. Subito dopo, mentre eravamo ancora per terra, cominciò a crollare il soffitto fatto di mattoni molto pesanti, che per poco non ci colpirono. Riuscimmo ad uscire sani e salvi e andammo tutti a casa senza raccontare nulla a nessuno. Pensare che adesso quella casa è stata abbattuta e quella campagna è stata usata per fabbricarci nuove case mi rende un po’ triste, perché ora come ora esistono pochissimi posti dove i bambini, come mio cugino, possano andare a giocare. Questo secondo me è anche uno dei motivi per cui, proprio mio cugino a 9 anni ha già il telefonino, mentre io l’ho avuto solamente a 13 anni.

Federico