Quel giorno d’estate, faceva caldo ed ero in vacanza con mia mamma e degli amici. Era proprio una giornata afosa e quindi tutti noi decidemmo di andare in piscina. Allogiavamo in una specie di villa all’interno di un residence in Puglia.
Vicino al residence c’era una salita che portava al bar e alla piscina così, presi dal caldo, intraprendemmo questa salita e andammo in piscina.

L’entrata era a forma di staccionata e a destra c’era il bar, mentre a sinistra c’era la grandissima piscina con un trampolino enorme. Ognuno prese posto nelle sdraio e i bambini, impazienti, si gettarono subito in piscina. Dopo un po’ anche io decisi di farmi un “bagno” e mi misi nella parte dove si toccava e mi gettai un po’ d’acqua sulle spalle per rinfrescarmi, mentre divertita, guardavo i bambini e i ragazzini buttarsi dal trampolino e scherzare con l’acqua.
Subito dopo qualche minuto decisi di sdraiarmi a prendere il sole insieme a mia madre, ma dopo pochi attimi mi addormentai. Dopo un paio di minuti mi svegliai perché sento chiamare il mio nome, e con gli occhi ancora appiccicati gridai: ”che c’è?” e una voce che conoscevo gridò: ”vieni a bordo piscina che stiamo giocando a pallavolo!” Dopo queste parole mi anzai e andai dai miei amici per giocare, anche se l’idea un po’ mi annoiava.
Giocammo un bel po’ ma mi stancai e così decisi di prendermi una pausa: ero in piedi davanti alla soglia della piscina.
Non potevo mai pensare che potesse succedere quello che più temevo…
I miei amici cominciarono a spingersi e a buttarsi tutti di peso in piscina, ed io ero lì, ferma immobile finche il più grande, Gaetano, buttò anche me.
Qual è il problema? Non so nuotare!
Rimasi immersa per circa 15 secondi cercando di risalire, ma non ci riuscivo, avevo troppa paura.
Dopo pochissimi attimi e mi sento presa dai capelli e tirata su. Finalmente potei respirare, ma avevo ingerito troppa acqua e svenni subito dopo che mi hanno stesa sul bordo piscina.
Appena mi svegliai (dopo una ventina di minuti) vidi subito il volto sconvolto di mia madre, ma io in quel momento stavo bene, però so solo una cosa… da quel momento non ho messo più piede in piscina.
Se solo quei bambini non avessero fatto quel gioco stupido adesso non avrei la fobia della piscina… Alle volte non si pensa alle possibili conseguenze.

Martina