Quando avevo 10 anni mi trovavo da mio cugino, che abita di fronte a casa mia. Le nostre case sono divise da una strada in cui si tende ad andare troppo veloce. Mentre ero di ritorno a casa, attraversando, una macchina si fermò per farmi passare e mentre proseguo la mia strada, una macchina che andava decisamente troppo forte mi prese il piede in pieno e mi sbalzò all’indietro. Io mi alzai zoppicando ed attraversai la strada. I miei genitori sentendo la brusca frenata scesero ad aiutarmi. Nel frattempo, vedendo l’accaduto, vennero anche mio cugino e l’uomo che guidava la macchina a darmi soccorso. Mi fecero sedere e mi misero una tovaglietta stretta intorno al piede per bloccare l’afflusso di sangue. Dopodichè chiamarono l’ambulanza e mi portarono all’ospedale dei bambini data la mia età, ma là mi dissero che non poterono fare nulla, avendo il piede praticamente spaccato a metà urgeva la specializzazione della chiurgia plastica, e così mi trasferirono all’ospedale civico di Palermo dove mi operarono e mi misero sessanta punti nel piede. Rimasi ricoverato circa due mesi e poi finalmente mi mandarono a casa e così, pian piano, cominciai la riabilitazione e dopo tanti sacrifici e sforzi per ritornare a camminare come prima ci riuscii. Oggi di tutto cio resta soltanto la cicatrice che probabilmente porterò a vita. Tutto cio poteva essere evitato se avessi prestato più attenzione mentre attraversavo; il codice e la sicurezza stradale sono molto importanti e cercano di evitare incidenti come quello accaduto a me.

Andrea